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CON NOTRE DAME L’ANIMA DELL’EUROPA HA PRESO FUOCO

800px-Chimera_of_Notre-Dame_de_Paris,_26_April_2014Al di là del discorso su quanta parte fosse autentica e quanta invece appartenesse a rifacimenti di secoli passati, sì, ma comunque più recenti rispetto a quando venne eretta, quello che è importante sottolineare è che ieri le fiamme che hanno devastato Notre Dame hanno devastato la nostra storia, la storia della nostra identità giudaico-cristiana, la storia dell’Europa tutta intera.

Ciò che è accaduto la notte scorsa ha un alto valore simbolico per il nostro inconscio collettivo -non importa se siamo credenti o atei- perché Notre Dame è molto più di una chiesa, è un pezzo della nostra storia, un pezzo lungo 850 anni… e non sono pochi.

La proprietà giuridica della cattedrale di Notre Dame è dello Stato, la Chiesa Cattolica ne ha la gestione e quindi è un simbolo forte, che interessa cattolici e non cattolici, interessa tutti gli europei e anche il mondo intero ( basti pensare ai milioni di visitatori provenienti da ogni angolo del pianeta che nel corso dei secoli hanno varcato il suo imponente  portale  per entrare a visitarla).

Notre Dame stava lì a ricordarci i momenti della nostra storia, quelli tragici e quelli gloriosi e allungando le sue dita marmoree toccava la nostra anima di europei: credo che sia questo il punto più importante di tutta la questione.

In un periodo storico come quello che stiamo attraversando, in cui tutti, chi più chi meno, ci sentiamo un po’ allo sbando, pezzi di storia come quelli di  Notre Dame hanno un altissimo ed importantissimo, anzi direi proprio un vitale, valore simbolico e non possiamo permetterci  che vadano perduti, per nessuna ragione, a nessun costo.

Ieri sera tutti siamo rimasti sgomenti davanti ad un pezzo di anima del nostro Continente che stava bruciando e per un momento ci siamo sentiti tutti uniti dinnanzi allo scrigno della nostra cara vecchia Europa.

Certo, è un Europa che a volte ci fa arrabbiare e anche indignare e che probabilmente andrebbe riaggiustata, migliorata, cambiata in alcuni punti, ma è comunque nostra, di tutti noi, nessuno si senta escluso, e ieri sera, davanti a quelle fiamme, il nostro inconscio collettivo si è, sia pur tragicamente, illuminato.

Notre Dame risorgerà, come tutte le arabe fenice della storia: dalle sue ceneri rinascerà più forte e splendente e spero che lo stesso farà la nostra Europa.

Mi auguro anche che ci sia un nuovo Eugène Viollet -le Duc già all’opera per ricostruirla; anzi, auguro a tutti noi che ci siano diversi le- Duc che si aggirano per l’Europa, come un vento caldo, pronto a riscaldare i nostri cuori e le nostre coscienze così tremolanti dopo i vari scossoni (di cui quello di ieri sera è stato l’ultimo in ordine di tempo e forse il più teatralmente apocalittico).

 

© Monica Cillario

 

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