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LE (MIE) REGOLE D’INGAGGIO

pulcino A costo di risultare antipatica, voglio essere sincera e dirti che…

1) Seguo chi mi pare, nel senso che non è che se tu segui me io seguo te così, tanto per farti un favore: se tu mi segui, io, per prima cosa, te ne sono grata e  sicuramente vado a dare una sbirciata a quello che scrivi e se mi piace metto uno o più like e se trovo i tuoi contenuti particolarmente interessanti e utili oppure divertenti o piacevoli o entrambe queste cose, allora ti seguo, se no, no. E nel caso tu smetta di seguirmi, se il tuo blog è bello, utile, piacevole, io continuo comunque a seguirti, mica sono scema: perché dovrei smettere di leggere qualcosa di bello, utile o piacevole, solo perché tu non mi segui più?

2) Non prendendo soldi nello scrivere pezzi per pubblicizzare niente e nessuno, pubblicizzo solo quello che, provato sulla mia pelle, mi è davvero piaciuto, per tutta una serie di motivi che qui non elenco, ma che sicuramente spiego poi per filo e per segno quando creo un pezzo sul prodotto, il luogo, il libro, la cosa, la persona, eccetera di cui tesso le lodi; ma, ripeto, lo faccio del tutto gratuitamente, per il piacere di farlo e perché sono libera, non devo render conto a nessuno se non  a me stessa.

3) So che cosa vuol dire scrivere senza avere un “padrone”: significa poter mettere in atto quanto hai letto al punto 2), certo, ma significa anche non ricevere alcun guadagno e proprio perché so cosa questo implichi e cosa comporti, quando vado su un blog i cui contenuti mi interessano, se questo blog ospita degli spazi pubblicitari, io li clicco. Perché? Perché la persona che scrive su quel blog probabilmente, anzi, quasi sicuramente, non riceve nessun compenso per il lavoro svolto e da quel mio click  ne trae un piccolissimo -ma proprio piccolissimo- guadagno in termini di soldi e un immenso piacere in termini di riscontro personale e se a me quello che ha scritto è piaciuto o mi è stato utile, trovo sacrosanto che io contribuisca a “pagare” il suo lavoro con un mio click su un link pubblicitario. Quando voi, on-line, leggete degli articoli su quotidiani e o settimanali o mensili di grande tiratura, sempre più spesso accade che vi chiedano di abbonarvi a quei giornali per poterli leggere, quindi -giustamente- gli editori  fanno pagare per essere informati: chi ha un blog è  un piccolo editore di se stesso e non vi chiede certo di pagare per leggerlo… ma, il minimo della cortesia sarebbe cliccare sui banner pubblicitari, se compaiono sulla sua pagina. Non è così scontato che la gente lo faccia: i miei blog contengono banner pubblicitari ma, purtroppo, i click alla pubblicità sono inferiori al numero delle persone che quotidianamente mi leggono e trovo questo deprimente e non per il guadagno che ne ricavo, dal momento che è comunque risibile, ma per il principio: se mi segui, io  per riconoscenza lavoro per darti il meglio di quanto riesco a produrre, tu, per ringraziarmi potresti fare un click su un banner ( a te non costa nulla e a me invece ne deriva un piacere immenso dato, lo ripeto, non tanto dal microscopico guadagno, ma dal fatto che mi usi una cortesia e io credo che questo mondo in cui viviamo abbia un enorme bisogno di gesti cortesi).

4) Non “rubo” materiale di altri: se cito una frase, un testo, un’idea, uno spunto, insomma, qualsiasi cosa, ne riporto la fonte: sempre. Appropriarsi del lavoro intellettuale  altrui è a tutti gli effetti un furto ( e come tale sarebbe bello venisse punito).

5) Essendo anche fotografa, il 99% delle foto che pubblico sono mie, nel senso che le ho scattate io, ma, nei rari casi in cui uso foto non mie, o chiedo il permesso dell’autore o dell’autrice prima di pubblicarle e poi lo/la cito ringraziandolo/a per la cortesia, oppure, le rarissime volte  che  uso una foto trascinata da internet, la prendo da Wikipedia, dove solitamente il materiale è free. E comunque le immagini che scelgo da Wikipedia sono foto con  diritti d’autore ormai decaduti perché sono trascorsi più di 70 anni dallo scatto, in caso contrario non le prendo, poiché lo ritengo un furto.

6) Se  su un blog leggo qualcosa di estremamente interessante o bello, lo condivido sui social: credo che il bello vada condiviso perché ne godano più persone possibile.

7) Sono grata alla rete perché permette a me e a molti altri di fare quello che so fare: scrivere,  e scrivere senza dover dipendere da nessuno, ma mi rendo conto che usare la tastiera è anche una responsabilità, per tutti e a maggior ragione per chi, come me, è iscritto all’Ordine dei giornalisti; quindi, mi sforzo il più possibile di fare al meglio quello che faccio, per me stessa e per chi mi legge e cerco, anzi, proprio mi impongo, di non diffondere fake news, perché sono il veleno del buon giornalismo e perché danneggiano tutti: in primis chi scrive, ma poi anche e soprattutto chi legge e diffondere una notizia falsa sapendo che è falsa è imperdonabile. Inoltre, sempre per quanto riguarda i banner pubblicitari, mi è stato più volte suggerito di ospitarne alcuni che statisticamente portano più click, ma ho detto di no perché certe pubblicità non le amo e non mi piace vincere facile.

8) Purtroppo può capitare di commettere errori e magari di incappare in notizie false e di diffonderle, sia pure involontariamente; in tutta sincerità non mi è ancora accaduto, ma, nel caso, la mia regola sarebbe quella di rettificare subito… oltre che di chiedere scusa per l’errore.

9) Non giudico: se un blog non mi piace mi limito a non seguirlo, non certo a “sputtanarlo”: chi sono io per ergermi a giudice?

10) Provo grande rispetto per chi mi legge, indipendentemente che sia un mio lettore fisso o meno, e mi piacerebbe ricevere in cambio lo stesso rispetto, se non è chiedere troppo.

Ti ringrazio per avermi dedicato del tempo leggendo questo mio decalogo di netiquette.

Se lo vorrai potrai seguirmi anche qui: è un blog che ha già diversi anni e un certo numero di lettori, ma se ti aggiungerai sarai il/la benvenuto/a, quindi: grazie fin da ora.

E, last but not least… grazie se avrai la cortesia di mostrarmi il tuo gradimento  mettendo un like  e anche cliccando sulle pubblicità che compaiono  nei miei blog (magari facendolo anche solo quando ciò che hai letto ti è piaciuto particolarmente tanto).

© Monica Cillario

 

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