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SANTA DEVOTA, PATRONA DI MONACO

_dsc4838 copiaÈ la santa patrona del Principato di Monaco e  della famiglia Grimaldi e i monegaschi la celebrano ogni anno con una cerimonia molto suggestiva.

Santa Devota nacque in Corsica nel 283 dopo Cristo. A quel tempo la Corsica era una provincia dell’Impero Romano e Diocleziano aveva ordinato una grande persecuzione contro tutti i cristiani.

La giovane Devota aveva scelto di votare la propria esistenza al servizio di Cristo, ma nel 304, a seguito di una denuncia, venne arrestata e poi imprigionata, torturata e condannata a morte per lapidazione.

Il governatore della provincia decise di farne bruciare il corpo ma alcuni cristiani decisero di sottrarlo dalle fiamme e di deporlo su una barca diretta in Africa, sperando che là qualcuno le avrebbe dato sepoltura.

Durante la navigazione la barca venne colta da una tempesta e dalla bocca di Dorotea uscì una colomba che guidò la barca verso la valle di Les Gaumates, che oggi è nel territorio del principato di Monaco e dove la leggenda narra che  all’epoca sorgeva una cappella dedicata a San Giorgio.

La barca si incagliò in quella zona il 27 gennaio e il corpo martoriato della giovane venne trovato da dei pescatori del posto e in seguito in quel punto venne edificata una cappella, visitabile anche oggi: è la cappella di Santa Devota, nella chiesa omonima, che sorge vicino al porto del Principato di Monaco.

Gli antichi abitanti di Monaco e anche i marinai di passaggio iniziarono presto a raccogliersi sulla sua tomba e di lì a poco cominciarono a verificarsi i primi miracoli.

Durante le invasioni saracene, i resti di Santa Devota vennero trasferiti nel più sicuro monastero di Cimiez (a Nizza), ma una volta debellati i saraceni, vennero riportati nella cappella che per l’occasione venne restaurata per volere del principe monegasco Antonio I.

Un capitano di marina, Antinope, nel 1070, nottetempo rubò la cassa contenute le reliquie per poi poter chiedere un riscatto, ma la leggenda narra che si alzò un gran vento che impedì al ladro di spiegare le vele e così alcuni pescatori riuscirono a trattenerlo e a farlo arrestare. Venne condotto al palazzo principesco e Ugo Grimaldi ordinò che gli venissero tagliati naso e orecchie e in seguito la sua barca venne bruciata sulla spiaggia, come rito espiatorio.

Nel Cinquecento la santa protesse Monaco durante una guerra contro i genovesi: Devota era infatti apparsa in sogno ad alcuni monegaschi rassicurandoli sulla loro vittoria e garantendo loro la protezione divina. Per questo motivo venne scelta come patrona protettrice della famiglia Grimaldi di Monaco e di tutto il Principato.

 

La sera del 26 gennaio 1924 il principe Luigi II inaugurò l’usanza annuale di incendiare un gozzo al termine di una funzione religiosa, per ricordare il furto delle reliquie avvenuto nel 1070. Da allora questa tradizione si ripete ogni anno.

E anche questo 26 gennaio 2019, il Principe Alberto II di Monaco e la Principessa Charlene accompagnati dal loro figlio,  il principe ereditario Jacques, hanno dato fuoco alla barca. Il rito si ripete puntualmente tutti gli anni al termine della processione religiosa e della Messa nella vicina Chiesa di Santa Devota.

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Durante l’anno, una parte delle reliquie di Santa Devota è custodita nella chiesa vicino al porto ma un’altra parte è invece attualmente conservata nella cattedrale in cima alla rocca.

È comunque raffigurata in tutte le chiese del Principato ed è rappresentata con la palma del martirio, la colomba simbolo di pace, la barca che la condusse a Monaco e lo stemma della famiglia Grimaldi.

Il nuovo Martyrologium Romanum la commemora così il 27 gennaio, tradizionale data del ritrovamento delle reliquie.

 

 

© Monica Cillario

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