Vai al contenuto

DAT: UNA LEGGE DI CUI SI PARLA POCO

IMG_4529 copia

La morte fa parte della vita, questo dato di fatto è talmente ovvio da sembrare banale; ma la morte non è una banalità, è l’unica cosa certa che ci attende, prima o poi.

Sorella morte però, è spesso temuta e la maggior parte di noi non vuole nemmeno sentirne parlare. Ma è sbagliato, questo atteggiamento; e lo è soprattutto perché nessuno sa quando e come la morte arriverà. Proprio in virtù di questa incognita bisognerebbe pensare alla morte prima che sia troppo tardi. Ci si pensa per poi non pensarci più dopo.

Dico questo perché il 31 gennaio di quest’anno è entrata in vigore la Legge 22 dicembre 2017 n.219, che contiene le norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento.

Sul fine vita c’è il dovere di informare ed il diritto ad essere informati, per la libertà di scelta e la dignità delle cure.

E guardate che quella del fine vita non è una materia aborrita dalla religione, infatti se in un paese come il nostro -in cui il cattolicesimo ha il suo peso specifico- si è riusciti a legiferare sul consenso informato, è stato proprio anche grazie ad un messaggio di Papa Francesco del 16-17 novembre 2017:

Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti o addirittura sostituirle ma questo non equivale a promuovere la salute. (..) Occorre quindi un supplemento di saggezza perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona (..) Non si vuole procurare la morte, si accetta di non poterla impedire, questa differenza di prospettiva restituisce umanità all’accompagnamento del morire, senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere. (..) Evitare l’accanimento terapeutico ha un significato completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita in quanto si propone di interrompere la vita procurando la morte. (…) Il potere di cura passa dalle tecnologie all’uomo amorevole.”

Questo messaggio del Papa data 16-17 novembre 2017 ed è anche grazie a queste parole, che il Governo Italiano il 31 gennaio 2018 ha fatto entrare in vigore la legge sulle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), che a voler essere precisi non è una legge sul fine vita, in realtà è la legge sul consenso informato.

Nell’articolo2 comma 2 di questa Legge è contemplata chiaramente la possibilità di poter ricorrere, con il consenso, alla sedazione palliativa profonda continua e tutti e tre i filoni della nostra politica – liberale, cattolica e socialista- hanno votato questo protocollo.

Il consenso informato è un rapporto tra persone e quindi non dovrebbe essere solo un mero contratto; è un diritto all’integralità del corpo, al poter scegliere usufruendo dei trattamenti potendo cambiare idea. Il medico e il paziente devono dialogare e portare avanti un diritto di cure in cui si ha l’habeas corpus (che in pratica è divenuto, nel corso della storia umana, importante strumento per la salvaguardia della libertà individuale contro l’azione arbitraria dello Stato, in tutti i sistemi giuridici occidentali).

È una legge importante, ma se ne parla ancora troppo poco, eppure l’ultimo anno di vita di un paziente costa allo Stato il 20% del bilancio sanitario nazionale e per ridurre questi costi occorre aumentare e migliorare l’utilizzo delle cure palliative; senza contare che l’affidarsi ai medici specializzati in questo genere di cure, dati alla mano, migliora la qualità di vita del paziente, il quale, anche se in fase terminale, è comunque un essere umano, spesso consapevole di ciò che sta attraversando, ed ha tutto il diritto di essere accompagnato ad una morte il più possibile accettabile e dignitosa.

Ognuno di noi dovrebbe trovare il tempo per consultare la pagina del Ministero della Salute in cui si parla del DAT per poi chiedere ulteriori spiegazioni e indicazioni al proprio medico di fiducia, perché, come dice Giacomo Leopardi, la morte è “il solo luogo dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro”.

© Monica Cillario

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: