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DUE O TRE COSE CHE SO SUI DONI E SULLE OPPORTUNITÀ

IMG_4396 copiaNei giorni scrosi ho letto del putiferio nato intorno a quello che avrebbe detto Nadia Toffa riguardo al cancro come dono, e ho preferito tacere, per capire meglio.

Ho fatto bene, perché ora, a distanza di un po’ di tempo, sembrerebbe che lei non abbia affermato che “il cancro è un dono“, bensì pare che nel suo libro volesse spiegare come sia riuscita a “trasformare il cancro in un dono, in un’opportunità“.

Stando così le cose,  le sue parole sono quindi state travisate e non voglio approfondire se in mala o in cattiva fede, non mi interessa, tanto sarebbe una perdita di tempo. Resta il fatto che Nadia è stata fraintesa. Bene, meglio così. Tra l’altro ne ero abbastanza sicura fin da subito.

Questa settimana per me personalmente era quella dedicata ai controlli che faccio ogni sei mesi.

Nei giorni delle visite io proprio non riesco a pensare che il cancro sia un’oppotunità, men che meno un dono. Dover fare -da anni- ecografie, mammografie, risonanze magnetiche, analisi del sangue, tac e chi più ne ha più ne metta a cadenza regolare, sinceramente è qualcosa che ti distrugge i nervi, altro che regalo e – lo ripeto-  altro che opportunità!

Poi però le analisi finiscono, le visite di controllo anche, e tu ti rendi conto che hai guadagnato del tempo, hai fatto dei passi avanti, hai superato un anno in più senza malattia.

Personalmente non sono una che pensa che dal cancro si guarisca per sempre. Lo spero, me lo auguro, ma sono cosciente del fatto che lui potrebbe ritornare.

E qui sta il perno: quando ricevi la notizia che hai un cancro, ti crolla il mondo addosso. Poi come un automa cerchi di  affrontare la o le operazioni, poi le cure e a quel punto ti ritrovi  troppo impegnata per piangerti addosso. E dopo, a distanza di mesi, trovi anche la forza di  reagire e pensi con tutte le forze che ti sono rimaste che devi farti coraggio e cercare di tornare a star bene. Ma sai però che lui potrebbe tornare e la tua vita cambia in conseguenza a questa consapevolezza (chi non ce l’ha e sbandiera vittoria, a mio modesto avviso è uno stupido, o una stupida… che mi fa molta tenerezza).

Dopo operazioni e cure speri che sia tutto finito, almeno per qualche anno;  ti può però capitare (a me, ma anche ad altri è purtoppo accaduto) che ti venga un secondo tumore, magari da un’altra parte del corpo e allora a quel punto pensi che non sia giusto, che un cancro va bene, può anche accaderti, ma due no, due sono un accanimento del destino. Senti che qualcosa in te è cambiato e per sempre. Anche le persone che ti stanno intorno cominciano ad esser diverse, perchè pure loro un tuo tumore potevano anche provare a reggerlo, ma due… due sono un peso troppo grande da portare. E persino chi tu pensi che dovrebbe starti vicino perchè è un tuo caro, a poco a poco glissa, si allontana: tu gli (o le) ricordi che esiste la malattia e la possibilità di ammalarsi e di morire. E questa è una verità che ci vuol tanto, troppo coraggio per affrontarla. E i più non ce la fanno, preferiscono vivere, a costo di lasciarti sola.
E tu sola ti ci senti proprio, e ti fa male, più del cancro. Ma poi, come hai imparato a convivere con la malattia, così impari anche a vivere con la tua solitudine e a poco a poco quella sensazione di solitudine lascia il posto alla certezza che tu puoi farcela anche senza quelli che in un primo momenti hai giudicato dei vigliacchi (o vigliacche ) e degli egoisti (o egoiste) e che poi invece ti limiti a considerare come semplici esseri umani, con tutte le fragilità che questo comporta.

E allora sì, in questo senso il tumore può essere considerato come un’opportunità: l’opportunità di trovare in te stessa la forza di andare avanti, anche senza chi pensavi avrebbe dovuto volerti bene e starti vicino e  invece è sparito o sparita (con una scusa o con un’altra). È l’opportunità di sbarazzarti del superfluo: cose e soprattutto persone, supperflue (non importa se parenti di sangue: hai avuto l’opportunità di capire che sono superflui e che l’attaccamento che provavi per loro era superfluo). Ed è anche l’opportunità di comprendere maggiormente le fragilità degli altri, la loro piccolezza umana; e poi, soprattutto, quando esci da un controllo che è andato bene, comprendi l’opportunità più grande: quella di goderti le giornate che verranno fino ai prossimi controlli, di godertele tutte, fino in fondo.

Magari alcuni riescono a capire che la vita va goduta anche senza aver avuto un tumore: beati loro, io prima di ammalarmi non riuscivo a godermi la vita come adesso. Un mio limite, ma allora in questo il tumore (anzi, i tumori)  sono stati, per me personalmente, un’opportunità. C’è voluto del tempo, ma poi ho capito che ammalarmi, avere quel DNA e non un altro,  era nel mio cammino, nel mio karma, nel mio Destino, chiamatelo come vi pare; ma questo non pretendo lo capiate, prima di tutto perchè è qualcosa di molto personale e secondariamente perchè se non avete avuto voi stessi un tumore, son certa che non potete proprio capirlo e va bene così.

Comunque, a parte qui, dove sto scrivendo ora, non è un’opportunità che sbandiererei in un libro, questo lo devo ammettere.

Ognuno però è fatto a modo suo ed è libero di scrivere i libri che vuole e di esser rispettato anche per questo.

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Prof. Riccardo Masetti, Presidente di Susan G. Komen Italia

Quando venni colpita dal primo tumore in realtà anch’io scrissi qualcosa (ma non un libro!Qualcosa di molto più modesto). E ci fu  lo stesso chi puntò il dito dicendo che era una forma di sbandieramento del dolore; ma in tutta sincerità io non sbandierai proprio nessun dolore, scrissi con il solo scopo di  sensibilizzare quante più persone possibili a farsi dei controlli preventivi: perchè i controlli permettono di scoprire in tempo un tumore e fanno la differenza fra il troppo tardi e la possibilità di salvarsi. I controlli, quelli sì, sono la vera opportunità; e a questo proposito, la carovana della prevenzione dell’organizzazione Susan G. Komen Italia in questi giorni sarà presente in molte parti del nostro Paese, offrendo alle donne la possibilità di fare esami diagnostici gratuiti per la prevenzione del tumore al seno e del tumore al collo dell’utero.

Le prossime tappe saranno: Civitavecchia (29 settembre), Santa Marinella (30 settembre), Milano Rogoredo (2 ottobre), Caserta (13 e 14 ottobre), Pescara (25 e 26 ottobre), Frosinone (30 ottobre), Colleferro (31 ottobre).

Ottobre sarà il mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili: se ancora non vi siete fatte controllare,  fatevi coraggio e cogliete questa occasione, anzi, questa “opportunità”.

© Monica Cillario

 

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