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LIBRI SUL COMODINO: GLI AUTUNNALI, DI LUCA RICCI

 

 

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Luca Ricci, Gli autunnali, La nave di Teso, 2018

 

 

Sono (anche) fotografa di matrimoni e qualche settimana fa, mentre lavoravo ad un matrimonio, ad un certo punto mi sono ritrovata a pensare: meno male che questi felici sposini non hanno letto Gli autunnali, altrimenti forse riderebbero meno.

Quello che voglio dire è che il libro di Luca Ricci ha la capacità di raccontare che cosa diventa -realmente- un rapporto di coppia con l’andare del tempo; non voglio dire che tutti i matrimoni sono destinati a naufragare, ma sicuramente tutti i legami a due, prima o poi, si trovano a dover fare i conti con la routine (che spesso uccide).

Il pregio di questo romanzo è che l’escamotage trovato  per sfuggire alla micidiale routine è davvero originale: perché innamorarsi di una fotografia è quantomeno singolare.

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Jeanne Hébuterne 

Per essere più precisi il protagonista si innamora di una donna ritratta in una fotografia; e magari questo potrebbe essere banale, se non fosse che si tratta di  Jeanne Hébuterne (la compagna del “maudì(t)” più famoso del mondo e, soprattutto, una donna morta da quasi un secolo).

Personalmente non ho sopportato l’io narrante, sono arrivata addirittura a disprezzarlo, ma questo non rende il libro brutto, anzi: non avevo mai detestato tanto un personaggio, ma per smuovere certi sentimenti, uno scrittore dev’essere davvero bravo, su questo non c’è dubbio.  E Luca Ricci è bravo e lo è  anche perché tiene vivo il ritmo narrativo dall’inizio alla fine e, proprio all’ultimo, riesce anche a farti far pace con il suo personaggio. Il perché ovviamente non ve lo spiego, altrimenti vi rovinerei il piacere della lettura.

IMG_4326 copiaVorrei aggiungere anche altre due o tre piccole cose: Ricci mi ha indotta ad aprire il vocabolario per cercare il significato di una parola che non conoscevo ( e vi assicuro che mi capita di rado che uno scrittore mi induca a metter mano al dizionario) e poi mi ha spinto a leggere un libro che ho trovato l’altro giorno in una libreria qui in Francia:Olivia Elkaim, Je suis Jeanne Hébuterne, Points edition; sinceramente non credo sia stato tradotto in italiano).

Mi ci sono imbattuta alzando lo sguardo su uno scaffale e, senza esitare, l’ho comprato, per approfondire la mia conoscenza di Jeanne Hébuterne.

Come ho già detto altre volte, un libro, oltre a darti delle risposte, deve soprattutto avere il pregio di indurti a porti delle domande (e io mi ero chiesta, scorrendo le pagine de Gli Autunnali, che donna fosse realmente Jeanne), quindi direi che il romanzo in questione è servito, a tuttotondo.

Ecco il compito del romanziere, inventare la realtà, scrive Luca Ricci e devo dire che in questo libro  lui ci è riuscito… e anche bene.

 

 

 

© Monica Cillario

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