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LIBRI SOTTO L’OMBRELLONE: LA CORSARA- RITRATTO DI NATALIA GINZBURG

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Sandra Petrignani, La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, Neri Pozza Editore, 2018

Sono anni che non vado in spiaggia e, a dirla, tutta, quando ci andavo mi annoiavo da morire e mi irritavo talmente tanto che non riuscivo nemmeno a rilassarmi e a leggere. Ma, che siate al mare o in montagna, oppure in campagna, o ai laghi, o in città perché le vacanze non le avete proprio fatte, oppure le avete finite, poco importa, l’importante è che riusciate a trovare il vostro comodo angolino dove leggervi in santa pace un buon libro.

Non sono una critica letteraria, l’ho detto già in passato, lo ripeto ora e lo ripeterò sempre e non ho la pretesa di consigliare nessuna lettura, nessun libro; ma, se siete qua e state leggendo queste righe è perché -forse- quello che penso vi interessa e allora vi dico: personalmente ritengo  che La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” di  Sandra Petrignani, meriti davvero di esser letto,  seduti nel vostro comodo angolino; e tanto più se, come la sottoscritta, pensate che Natalia Ginzburg sia una delle più grandi scrittrici italiane. A dirla tutta,  il libro merita una lettura anche se non la pensate come me e trovate la Ginzburg antipatica (infatti in verità non era amata da tutti), perché ha il pregio di raccontarvi uno spaccato del secolo scorso, portandovi per mano a conoscere le figure di spicco che hanno segnato la storia politica e culturale del nostro Paese,  dalla seconda guerra mondiale fino ai primi anni Novanta del Novecento.

Per me un libro è un buon libro se oltre a darci delle risposte ci aiuta anche a porci delle domande e mentre leggevo “La corsara” di domande me ne sono poste alcune, che inevitabilmente mi porteranno a leggere altri libri per poter tentare di trovare una risposta. Per esempio cercherò di conoscere meglio Elsa Morante (Elsa Morante donna, intendo), per provare a capire come abbia fatto la Ginzburg a sopportarla anche quando era insopportabile.
Voglio approfondire anche Quasimodo, di cui ho scoperto di non sapere quasi nulla (a parte aver letto le sue poesie, ovvio,  non ero ad esempio a conoscenza del fatto che avesse avuto una liaison con Natalia).

 

SANDRAPETRIGNANI
La scrittrice Sandra Petrignani a Cervo, Giugno 2018

 

Rileggere estratti dalle opere di Natalia Ginzburg, sapientemente riportati dalla Petrignani in questa sua opera a metà fra il saggio e il romanzo di vita di una scrittrice centrale nel panorama letterario italiano di ieri ma anche di oggi e sicuramente di domani, mi ha fatto ricordare quanto l’abbia sempre apprezzata e anche perché l’ho tanto amata.

 

“(…) amare la vita e crederci vuol dire anche amarne il dolore; vuol dire amare il tempo in cui siamo nati e le sue voragini di terrore; e vuol dire amare, del destino, la sua oscurità e la sua tremenda imprevedibilità.”  (Stralcio di un articolo uscito sul Corriere della Sera del 7 febbraio 1975 e ora raccolto in “Noi non possiamo saperlo”).

 

Sandra Petrignani, con questo suo paziente lavoro certosino di ricerca e cucitura dei vari tasselli che hanno composto la vita e le opere della Natalia donna-madre-scrittrice-politica,  mi ha riportato indietro alle varie tappe che formano il puzzle di quella che è stata la mia vita di adolescente che portò la Ginzburg all’esame di terza media e poi di giovane ragazza che ha continuato a leggere i suoi nuovi lavori e poi di donna adulta e ormai “matura”, che di tanto in tanto riprende in mano le sue opere e ne rilegge le pagine, sempre provando un incanto e uno stupore per la loro attualità.

“La corsara” era nella cinquina dello Strega, che poi, come immagino sappiate, è stato vinto da La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (che in questo momento è sul mio comodino, perché lo sto leggendo e magari ve ne parlerò prossimamente).

Tanto per esser chiari, per me Sandra Petrignani lo Strega avrebbe meritato di vincerlo già con  “Addio a Roma”, libro molto bello e interessantissimo, che vi racconta una Roma splendida, culturalmente ricca, vivace, viva intellettualmente, una capitale  che purtroppo non esiste più, ma che nelle pagine della Petrignani rivive in tutto il suo splendore e permette, a chi in quegli anni non c’era, di abitarla e di incontrare i personaggi che la facevano vibrare ( con una Palma Bucarelli che spicca su tutti). Ma questa è un’altra storia (che merita di essere raccontata prossimamente).

 

Sandra Petrignani parla del “La Corsara- Ritratto di Natalia Ginzburg” a Cervo ti Strega, 22 Giugno 2018

 

©Monica Cillario tutti i diritti riservati/riproduzione vietata

 

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