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La statua di Apollo di Alfred Janniot

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Le censure alla statua della Fontana del Sole a Nizza, ovvero: quando l’erba del vicino non è più verde della nostra.

Si dice Francia e subito vengono alla mente: liberté, egalité, fraternité, laicité e… nudité.

Dai, ammettiamolo, un po’ lo pensiamo che la Francia sia la patria della laicità, dell’amore libero, quando non addirittura della licenziosità.

La capitale, Parigi, è la città degli innamorati per antonomasia, ma è anche la ville del Moulin Rouge che ha inventato il French Cancan, con le ballerine che già nell’Ottocento mostravano le sottane e quello che c’era sotto alle sottane; per non parlare del Lido, con i suoi nudi integrali. Nudité, appunto, e tutto quel che ne segue.

Noi italiani, ma non solo noi italiani, il mondo intero, spesso equipara la Francia al Paese del libertinaggio (soprattutto sessuale), al luogo della trasgressione per antonomasia.

Paragonato al nostro Bel Paese, quello dei nostri cugini d’oltralpe -sempre secondo noi italiani- è decisamente meno provinciale e anche meno bigotto.

In fondo i francesi hanno inventato la rivoluzione  in salsa moderna e con essa hanno ghigliottinato non solo l’aristocrazia, ma anche tutto il contorno, prelati compresi e pruderie religiose incluse.

Ma, si sa, la natura delle cose, cacciata dalla porta, rientra poi dalla finestra (in Francia questo è un adagio popolare molto diffuso).

E quindi… e quindi se pensate che la Francia sia meno bacchettona dell’Italia, beh, vi sbagliate, e neanche poco.

Di esempi ne avrei diversi, ma sono spesso legati al bigottismo religioso (non solo cattolico, ma anche ebraico, musulmano e protestante), che però è un terreno spinoso nel quale non ho nessuna voglia di addentrarmi e tra l’altro non è nemmeno un argomento che mi divertirebbe particolarmente.

Preferisco scegliere il campo artistico, mi è più congeniale: così voglio parlarvi di una scultura che ha rischiato la castrazione!

A Nizza c’è una statua che mi piace particolarmente non tanto in sé stessa, ma per il fatto che mi ricorda, seppur vagamente,  un’altra statua, maestosa, che si trova in uno dei posti più belli del mondo.

Sto parlando della statua di Apollo, posta al centro della fontana omonima (detta anche Fontana del Sole).

Quando, agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, cominciai a venire più spesso a Nizza, la statua lì non c’era, l’hanno messa molti anni dopo, nel 2011 per l’esattezza (ma, sempre per l’esattezza, dovrei dire che l’hanno “rimessa”).

Procediamo con ordine: la statua di Apollo, realizzata fra le due guerre dallo scultore Alfred Janniot, venne posta al centro della fontana nel 1956, però suscitò molte polemiche perché diversi nizzardi si scandalizzarono per le dimensioni degli attributi del dio.

Le cronache narrano che Janniot cercò di rimediare ridimensionando tali attributi ma fu tutto inutile perché i benpensanti non si accontentarono, per dir così, di una scorciatina di forbici.
Vista l’indignazione popolare, l’Apollo cominciò a peregrinare in giro per la città: in un primo momento fu posto nell’atrio del Comune, ma gli impiegati comunali si sentirono oltraggiati dalla vista di quel sesso scoperto, così sfacciatamente impudico per chi veniva a guadagnarsi il pane col sudore della fronte.

E allora Apollo venne spostato anche da lì e fu relegato nello stadio Charles Ehrmann, dove rimase fino al 2011, anno in cui ritornò al posto che fin dall’inizio gli spettava di diritto: al centro della Fontana del Sole.

Fu rimesso dove meritava di stare solamente perché “nemo profeta in patria” è un detto che si applica anche al patrio suolo francese.

Spiego meglio: i francesi si accorsero che Alfred Janniot, in tutte le esposizioni che gli venivano consacrate nel resto del mondo, veniva indicato come lo scultore che proprio i suoi compatrioti avevano censurato, additando come immorale una delle sue opere più belle e famose (la statua di Apollo, per l’appunto).

E siccome sul piatto della bilancia, la pruderie pesa meno della famosa grandeur française, alla fine l’amministrazione di Nizza decise di rimettere le cose al loro posto e l’Apollo ritrovò la sua originaria collocazione al centro della fontana, contornato dai bronzi, restaurati per l’occasione.

Molti, compresa la sottoscritta, ritrovano nell’opera di Janniot un richiamo al Nettuno di Bartolomeo  Ammannati che si trova al centro della fontana omonima in Piazza della Signoria, a Firenze.
Ma il Nettuno fiorentino, pur non essendo nato nella laicissima Francia, non ha mai corso il rischio di essere sfrattato, o, peggio ancora, castrato.

 

© Monica Cillario

 

 

 

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